Quattro: Che ragione hai di essere lieto ?

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La porta dell’ufficio di Scrooge era aperta, ed egli poteva così tener d’occhio l’impiegato che, di fronte, in un miserevole sgabuzzino, un vero buco, stava copiando lettere. Scrooge aveva acceso nel suo camino un fuoco piccolissimo, ma il fuoco dell’impiegato era tanto più piccino da sembrare un tizzone: né egli poteva aggiungerci carbone, perché il secchio lo teneva Scrooge nella sua stanza, ed appena l’impiegato entrava con la pala per prenderne un po’, il padrone gli prediceva che avrebbe finito per mandarlo via. Ragion per cui l’impiegato si era avvolto in una sciarpa bianca e cercava di riscaldarsi alla fiamma della candela; ma, non essendo uomo di molta immaginazione, i tentativi rimanevano vani.
– Lieto Natale, zio. Dio sia con te, – gridò l’allegra voce di un nipote di Scrooge, il quale gli arrivò addosso così rapidamente che l’augurio l’aveva preceduto di poco.
– Bah ! – fece Scrooge, – sciocchezze !
Il nipote si era tanto riscaldato, camminando rapidamente nella nebbia e nel gelo, che sembrava tutto acceso; la faccia era bella rossa, gli occhi gli brillavano, il fiato fumava ancora.
– Sciocchezza Natale, zio ? – chiese il nipote ?. – Non vorrai certo di questo.
– Sì, che lo dico, – ribattè Scrooge. – Lieto Natale ! Che diritto hai tu di essere lieto ? Che ragione hai di essere lieto ? Non sei abbastanza povero ?
– Via ! – rimbeccò gaiamente il nipote. – E Che diritto hai tu di essere scontento ? Che ragione hai di essere di cattivo umore ? Non sei abbastanza ricco ?
Scrooge, non avendo una risposta migliore, fece: – Bah ! – di nuovo, e aggiunse un altro: – Sciocchezze !
– Non essere in collera, zio – disse il nipote.
– E che altro posso essere, – replicò lo zio, – dovendo vivere in un mondo di idioti come questo ? Lieto Natale ! Basta, con il lieto Natale ! Che cosa è in fin dei conti la ricorrenza di Natale, se non il giorno di pagare conti senza aver un soldo in tasca, il giorno in cui ti trovi di un anno più vecchio senza essere di un’ora più ricco ! Il giorno di fare il bilancio e di notare come ogni partita, durante i dodici mesi, sia stata un deficit ! Se potessi fare come dico io, – esclamò infine con indignazione, – ogni idiota che va in giro con il “lieto Natale“ sulle labbra, dovrebbe venire bollito nel suo stesso pudding, e sepolto con un rametto di agrifoglio sul cuore. Questo vorrei !

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