Venti: Tutto questo dura da settimane.

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La gente camminava in mezzo ai cannoni, e se le bombe cadevano senza preavviso si riparava sotto i portoni; quanto ai tram, si fermavano e aspettavano che l’attacco cessasse. I passeggeri si gettavano a terra accanto al tram, sul selciato, o restavano dentro, seduti immobili, aspettandosi che una morte casuale e capricciosa ponesse fine ai loro giorni… I morti venivano coperti con carta da pacco fino a quando non si presentava qualcuno incaricato dalle autorità di portar via le vittime… Nessuno usava più le lenzuola per avvolgere i morti, perché ormai costavano troppo.
Tutto questo dura da settimane. E tra poco sarà Natale. Negli scantinati gli inquilini hanno allestito delle cucine comuni, si danno da fare ai fornelli. Si è scatenata una sorta di frenesia per il cibo, anche i poveri si arrabattano per mettere insieme cene da tre portate, e poiché non c’è più mercato nero né distribuzione annonaria, è giunta l’ora di dare fondo alle riserve: c’è carne a volontà annegata nel grasso, saltano fuori lombate conservate nei vasi, quarti d’oca, prosciutti interi, vino e grappa. Ma in questa bisboccia generale, nelle pentole di molti non c’è nulla, gli abitanti di interi quartieri tirano avanti a minestre di fagioli.

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