“lamariateresa”: un ricordo

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La scorsa settimana è mancata una delle maestre “storiche” del nostro paese. “Lamariateresa”, sì scritto proprio così perchè così rispondevano gli innocenti scolari alla fatidica domanda “Chi è la tua maestra ?”. Mi sono chiesta se un blog sia il posto giusto per ricordarla e ho deciso per un sì, visto che è l’unico posto pubblico dove posso farlo e poi perchè, anche se non è stata la mia maestra, qualcosa c’entra (poi vi spiego). Inoltre è stata quella di mio figlio.
Continuo a chiamarla maestra e non come vuole l’età moderna: “insegnante della scuola primaria”, che fa moooolto inglese ma è tutto lì l’inglese che viene utilizzato in tale tipo di scuola. Maestra è un titolo più nobile a mio avviso e dà proprio l’idea di ciò che intendo; se scelgo sempre le terze definizioni nei dizionari,in questo caso: “Donna molto abile in qlco., che si propone come modello e guida”, forse un motivo ci sarà. Questa definizione è peraltro l’unica usata da mio figlio per i cinque bellissimi anni delle sue elementari, in quanto tutte le altre erano appunto “le altre insegnanti”, ma la maestra era solo “lamariateresa”.
Non ultimo, come ha ricordato la sua collega per 25 anni “lagiovanna” citando l’Allende: “Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo”, anche a lei piaceva leggere molto. Forse avremmo potuto invitarla a qualche serata dei desperate, secondo me ne sarebbe stata contenta.
Perchè questa donna è stata così importante per la mia passione alla lettura? Perchè proprio lei mi ha insegnato l’alfabeto, anche se non propriamente a leggere. In quell’autunno accennato, in una Cavenago dove non erano ancora giunti gli echi del maggio francese, si usava così: non si andava alla scuola elementare completamente digiuni di lettere (all’asilo non insegnavano assolutamente nulla sotto questo profilo) e quindi io e la mia amica Anna (che era già la mia compagna d’asilo e sarebbe stata la mia compagna di scuola per ben 13 stupendi anni) fummo introdotti all’alfabeto proprio dalla “mariateresa”, allora appena più che ventenne. Facevamo ogni giorno delle ripetizioni (ma si dovrebbero chiamarle delle anticipazioni) e timidamente salivamo al quarto piano del suo palazzo utilizzando senza problemi l’ascensore (non facevamo 12 anni in due !), in barba ai regolamenti che sarebbero venuti più tardi. Non ci capitò lei poi come maestra perchè probabilmente non era ancora di ruolo; piangemmo anche disperate (naturalmente !) di non essere nella classe dell’Elisa (altra maestra storica), senza sapere che in terza sarebbe poi arrivato il maestro Pallotti che ci cambiò letteralmente la vita (ma questa è un’altra storia). (che strano questa cosa: le donne le chiamavamo per nome di battesimo, ma il maestro per cognome anche se davamo rigorosamente a tutti del lei).
Ci fu però un momento che ricordo ancora benissimo dove, insieme alla classe della “mariateresa” vedemmo tutti insieme in diretta alla televisione uno sbarco sulla luna, probabilmente la missione Apollo 17 con allunaggio nel dicembre 1972. Eravamo dei “rivoluzionari” (il 68 era finalmente arrivato anche se con qualche anno di ritardo) ma felici e istruiti alla vita e non solo alle materie scolastiche. Questo la scuola italiana l’avrebbe capito più tardi e non sempre interpretato nel modo corretto.
La lasciai così per quasi venticinque lunghissimi anni…. Poi diventò la maestra di mio figlio e fui subito sicura che con lei sarebbe stato come aver vinto alla lotteria. E così fu: una mente umanistica non si forma dal nulla e se alla fine mio figlio ha gettato alle ortiche un test di ingresso a ingegneria per scegliere invece architettura (il cuore invece della mente, l’arte invece della scienza) un motivo ci sarà.. alla fine sono i nostri insegnanti a farci amare le materie….
Col suo sorriso aperto e la sua “camminata squillante” (così l’ha ricordata un’altra sua collega) la vedevo per le vie del paese e sempre mi chiedeva di mio figlio. Immagino ricordasse tutte le centinaia di scolari passati nelle sue classi.
– Cara Maria Teresa La saluto e La ricorderò sempre. Spero di non essere andata fuori tema, di non aver fatto troppi errori e chissà se Lei mi avrebbe dato almeno suff……..-

2 Risposte to ““lamariateresa”: un ricordo”

  1. Laura Says:

    Non conoscevo personalmente “Lamariateresa”, era la maestra della classe accanto alla mia, ma queste parole mi hanno commosso…

  2. lisebeth Says:

    si’, condivido la commozione di Laura

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