Estatesti e ingredienti speciali

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Spero vivamente che l’ondata di caldo di questi giorni sia agli sgoccioli e che siano state per voi proficue nella lettura degli estatesti previsti, perlomeno di quello concordato “Le correzioni”.
Mi auguro anche che sia stata per tutti un’estate densa di letture nuove, di scoperte affascinanti e di conferme di vecchi amori.
Si dice sempre che l’estate è la stagione migliore per leggere, complice il tempo libero, le oziose ore sdraiate sulle spiagge o su un prato, le lunghe serate in un rifugio, i percorsi in treno o in aereo e le dovute attese in stazione o areoporto che sia.
Non ne sono troppo convinta. Se è pur vero che sono sempre partita per le vacanze con almeno 200 pagine per giorno da leggere, bisogna anche considerare che il troppo caldo spesso scoraggia qualsiasi attività, perfino quella della lettura.
In questa situazione bisogna ripartire sempre da qualcosa che si ama, che ci alleggerisca l’atmosfera e ci riporti alle origini del nostro amore per i libri. Ho sempre fatto paragoni tra la lettura e il cibo e guarda caso, proprio in questo periodo che non ho neppure fame, ho perso anche l’interesse per nuove storie. Ho riprovato con i gialli che sono da sempre il genere piu’ facile, piu’ estivo, piu’ veloce, ma ad un certo punto mi fermo. Avete un “piatto nuovo” da consigliarmi, con quell’ingrediente in piu’ che possa risvegliare il mio appetito ?

3 Risposte to “Estatesti e ingredienti speciali”

  1. Lucia Says:

    c’è stato un periodo, poco prima dell’estate, in cui sono stata colta da quello che ho chiamato il BLOCCO della lettura…piuttosto che tuffarmi nelle pagine di un libro mi sorprendevo persino in svariate faccende domestiche…che preoccupazione!ne ero affranta…sono guarita grazie alla mia iniziazione ai fumetti, suggerita da un’efficiente bibliotecaria, e grazie a chi come me e più di me ama Jane Austen e scrive romanzi che la ricordano come IN VIAGGIO CON J.A. o SHOPPING CON J.A….
    Qui emerge il bisogno di creare un fan club ovvero un GDL a tema…tra i desperate ci sono già due interessati…fatevi avanti!

  2. Brionytallis Says:

    Grazie Lucia. Avevo letto Shopping con J.A.. Provero’ con l’altro e speriamo in bene….

  3. btdubai Says:

    Di solito l’etnico funziona. Mi spiego: ci sono ormai numerosi scrittori in lingua inglese (facile trovare un traduttore per questa) dalle origini pero’ piu’ diverse, dall’India allo Zimbabwe. Alcuni di loro sono annoverati tra i maestri contemporanei come Derek Walcott e, soprattutto per me, Vidia Naipaul. Di quest’ultimo “Miguel Street” e’ ancora, sempre e soltanto IMHO, il capolavoro assoluto. Altrimenti per andare sul leggero, ma non troppo: Aravind Adiga con “La Tigre Bianca”, oppure Vikram Chandra con “Giochi Sacri”.

    Ma anche, semplicemente meno etnico, “La casa del sonno” di Jonathan Coe e’ ottimo, divertente ed emozionante come pochi.

    Altrimenti la fantascienza, soprattutto cominciando da qualcosa il piu’ possibile vicino a noi, come gl’ultimi di Gibson, che ha sempre la penna d’oro, ma ne “L’ Accademia dei sogni” et al. ha lasciato perdere momentaneamente la robba piu’ tosta e quindi al lettore meno “aperto” rimane piu’ semplice da seguire. Sempre intrigante, sempre potente, sempre esaltante, anche solo e semplicemente prendendo lo spunto da un paio di jeans.

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