A Briony

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Un commosso saluto alla nostra brillante amica Briony Tallis; lo scrivo su questo blog che era anche il suo spazio. Che è anche il suo spazio.

Una lettrice, una donna, perfetta. Colei che ha dato vita a questo gruppo di lettura, che l’ha curato, che ne ha scelto il nome, che ha creato le mele-voto, i segnalibri, a volte i giochi per animare le serate. Era Briony ad introdurre le serate, a tirare le fila del discorso, ad aprirsi ad altri gruppi di lettura. E se anche non avesse fatto nulla di tutto questo, sarebbe comunque stata una lettrice e una donna perfetta.

Perché questa è la sua essenza, un’essenza che saltava agli occhi. Se fossi una romanziera dell’800 saprei come descriverla, ma non lo sono e mi limiterò a dire che quello che amavo tanto di lei è il suo Briony Tallis del film Espiazioneessere diretta e senza fronzoli e attenta agli altri più di tutto. Una donna che trascorre i suoi ultimi giorni su questo pianeta (o in questa vita) producendo cappellini di lana per bambini prematuri non ha bisogno di parole scritte da me, nemmeno da una romanziera dell’800. Forse il suo adorato McEwan saprebbe descriverla. Di certo non io.

Però voglio salutarla perché l’averla incontrata è stata una delle cose più belle che mi siano successe e so che lei l’ha capito anche senza che io gliel’abbia mai detto. Vederla entrare in biblioteca ogni sabato mattina era come uscire da una stanza chiusa e buia e respirare l’aria e vedere la luce, con la differenza che Briony, Patrizia, aveva la capacità di rendere più luminoso il luminoso. Tutto questo accadeva solo con un “ciao” seguito da un sorriso.

Qualche giorno fa ci si diceva, lei, missmorland ed io, che ci eravamo incontrate e, al di là delle differenze, avevamo costruito un rapporto profondo; ma “costruire” non è la parola esatta, perché è tutto venuto da sè, con una semplicità resa possibile forse solo dall’incontro di anime affini. So che dovrei essere grata e basta di questo incontro, ma resta l’incancellabile dolore di andare avanti senza di lei. Perciò esprimo tutta la mia (la nostra, so di poterlo dire) solidarietà alla famiglia di Patrizia.

Ciao Briony, ci mancherai moltissimo.

11 Risposte to “A Briony”

  1. ale da mezzago Says:

    Ciao Lisebeth,condivido con te tutto quello che hai scritto.Dal primo giorno che sono entrata a far parte del gruppo ho avuto questa impressione su Patrizia,lei mi ha subito fatta sentire a mio agio,la sua preparazione sul libro da commentare era sempre eccellente ma il suo miglior pregio era la sua simpatia e i suoi buonissimi dolci.Mi mancherai molto .Ciao Patrizia

  2. Partigiano Johnny Says:

    hai scritto una pagina che mi ha commosso, un’altra volta. Non so cosa potrei aggiungere che tu non abbia già detto. Anch’io sono stato travolto dal suo altruismo, dalla sua serenità e dal suo coraggio. Vedi come ha affronato la sua malattia. E’ stato per me un piacere stare in sua (e in vostra) compagnia il sabato mattina a far chiacchiere sulle nostre letture e non solo, al punto che era (è) diventata un bisogno. La mia visita di venerdì è stata un’esperienza che mi riempirà la vita che mi rimane. Mi ha strappato il cuore. Io le tenevo la mano e lei mi faceva coraggio come in ‘Voglia di tenerezza’.
    Dobbiamo continuare a parlarne di Briony Patri; è l’unico modo per superare questa tristezza che mi accompagna.
    Basta così, per oggi. Domani sarà una giornata compale.
    ciao

  3. Partigiano Johnny Says:

    ho riletto il mio commento dopo averlo spedito, grave errore.
    ho visto che ci sono degli strafalcioni. Portate pazienza, sono errori di battitura dovuti agli occhi velati e ai fazzoletti appallottolati sul tavolo. A Patri questa sarebbe piaciuta. ciao

  4. Sciura Pina » Ciao Briony. Says:

    […] Tallis è lo pseudonimo che Patrizia aveva scelto per scrivere i suoi post nel blog del  Gruppo di Lettura, “Desperate Readers”  (che era una sua creatura) e per firmare i commenti a questo […]

  5. missmorland Says:

    Grazie di aver dato voce ai pensieri (sono sicura) di tutte.

    Porterò nel cuore la Pat per sempre, insieme ai bellissimi ricordi che ho di lei. Non posso aggiungere niente a quello che hanno scritto Lisebeth e il Partigiano…
    Non riesco a non pensare anche io ai sabato mattina a mezzogiorno, quel “ciao!”, il tipico “ho un po’ di cose da riportare” seguito dall’appoggiare sul banco della biblioteca almeno un paio di borse di stoffa piene di libri, che venivano rigorosamente riempite nuovamente prima di tornare a casa.

    Mi ricordo le prime volte che la vedevo, quando ho iniziato a lavorare in biblioteca. Mi affascinava questa donna che sembrava avere giornate di almeno 48 ore: riusciva a leggere, lavorare, creare e progettare oggetti meravigliosi, occuparsi della sua famiglia, cucinare, pensare alla biblioteca e trovava comunque il tempo di fermarsi a chiacchierare con tutti.
    Io e Lisebeth ci siamo sempre chieste come facesse, anche l’ultima volta che l’abbiamo incontrata. Come facevi, Pat? Se glielo chiedevamo lei sorrideva.

    Spero davvero di fare mio il tuo esempio e tutto quello che la tua storia ci ha insegnato.
    Scrivere al passato di te è straziante.

    Ci manchi.

  6. antonella Says:

    Io non la conoscevo bene come molti di voi per cui non posso inoltrarmi nel troppo personale ma so di poter dire che i suoi giochi e il suo modo di condurre gli incontri della biblioteca non erano mai banali come non erano mai banali i commenti sui libri letti
    senz’altro una donna con una marcia in più
    ma sono sicura che negli incontri futuri lei sarà comunque con noi perchè lei è il simbolo del gruppo stesso

  7. lisebeth Says:

    Una donna come lei si merita tutte queste belle parole che sono tutto tranne che vacue e vuote, se ne percepisce lo spessore, si percepisce il dolore stesso.
    Partigiano, sono davvero contenta che tu l’abbia incontrata venerdì.
    Ricorderemo sempre quella pizza alle Arcate così come tutto il resto. Oggi sarà davvero una giornata campale.

  8. LUCIA Says:

    Un libraio scrive: “C’è qualcosa di speciale nelle persone interessate alla parola stampata. Sono una specie tutta particolare-istruita, gentile,intelligente ed umana.”
    Dall’ultimo incontro del gruppo desperate leggo e leggo pagine sparse e in modo frenetico di tanti libri che aspettano sul comodino e sugli scaffali e trovo parole che mi consolano e mi strappano un sorriso come quelle che ho scelto di condividere e che ben descrivono la nostra prima e unica desperate readers Patrizia.
    Sono grata alla sua ricchezza e generosità e al nostro gruppo.

  9. Laura Says:

    E’ sempre difficile trovare le parole adatte in questi momenti, anche perché non ci sono parole – quello che é (stata) Patrizia per me lo ritrovo nelle parole di ognuno di Voi, nella carica di energia e nell’entusiasmo che ci metteva nel preparare ogni incontro, nell’attenzione all’altro che si percepiva nei piccoli gesti e pensieri, nel vivere al 110% sempre con il sorriso. Grazie Patrizia perché mi hai insegnato tanto. Un abbraccio, Laura

  10. rusceris Says:

    Grazie Patrizia,
    per la tua contagiosa energia, il tuo sorriso, il tuo impegno in tutto quello che facevi e dicevi. Per le piccole e grandi cose che facevi con generosità, slancio e naturalezza.
    Sì, il sorriso, l’energia e l’impegno, come dice Laura, sono le cose che più mi rimarranno nel cuore. Mi piace pensarti ora in perfetta pace a guardarci con in mano un libro…

  11. nora Says:

    Ciao Patrizia sono passati 3 mesi e 22 giorni, ti penso ogni giorno….
    una preghiera per te sempre che sei nel mio cuore…..nora …della fernata …dell’autobus per Milano….

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